Ciao, sono Sara Rossi, mamma di Annalisa, cresciuta nella periferia est di Roma. La mia infanzia è stata felice con una famiglia molto unita, trascorsa tra gite e vacanze al mare. Durante l’adolescenza, ho affrontato momenti bui, superati grazie allo sport e al sostegno familiare. Ho sempre amato studiare e avevo il progetto di laurearmi, ma la condizione di Annalisa ha richiesto
la mia dedizione completa. Non lavoro e mi occupo di lei a tempo pieno e credo fortemente che se avessi delegato di più o lasciato più al caso Annalisa non sarebbe com'è oggi... Piena di vita, socievole e aperta al mondo.
Non è semplice per me condividere dato il mio carattere riservato ed emotivo. Annalisa è nata apparentemente nel 2010 sana, ma man mano che cresceva non sviluppava le competenze tipiche della sua età. Dopo un lungo percorso di indagini, abbiamo ricevuto una diagnosi di mutazione genetica sul gene IQSEC2 quando aveva sei anni e mezzo. Non c'erano molte informazioni disponibili, ma ho trovato sostegno in un gruppo Facebook e ho incontrato mamma Danila e mamma Mara così Insieme abbiamo creato l'associazione Ama.le, acronimo dei nomi delle nostre figlie, per supportare non solo i nostri figli ma tutti coloro affetti da disabilità. Organizziamo giornate dedicate, camp inclusivi e terapie diverse, sostenendo anche la ricerca genetica. Il matrimonio giovane con papà Settimio (uomo Meraviglioso) e la nascita di Annalisa sono stati seguiti da sfide immense, inclusa l'epilessia, che hanno testato la mia resilienza. Toccando il fondo, ho scelto di vivere e lottare. Ama.le è diventato un punto di partenza per trasformare il dolore e la tristezza in qualcosa di positivo, dando un senso alla disabilità di mia figlia e migliorando la vita di molti.
Annalisa svolge molte attività terapie e sport perché ha bisogno di essere impegnata per far emergere competenze a piccoli impercettibili passi che per noi sono immense conquiste.